SUBACQUEA ROSA

Sei tu la mia subacquea rosa

Cresciuta in un azzurro mare di luna

 

I tuoi petali si celano nella penombra della sera

Cosparsa di luci artificiali e morsi di zanzara

 

Il tuo suadente profumo

Dolcemente si effonde nell’aria

Rendendola fonte di vita

 

Subacquea rosa

Protendo la mano per coglierti e porti sul davanzale della mia vita

 

Ecco ciò che potresti essere:

Il fiore delle mie giornate

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SABATO SERA 

Ecco il sangue che cola dalle mie immacolate mani 

Pensando alla sventura che s’abbatte su di me 

Fragile veliero 
Ho visto i miei occhi sparire 

E gente pregare sputando calunnie 

Ho visto i miei occhi volare 

Blu e arancione trasformarsi in colonne 

Colonie colorate di vita e di morte

E di menzogne 

ILLUSIONE

Chagall ok.jpg

Compleanno, Chagall, 1915

Voglio approfondire il nostro rapporto

Voglio sprofondare come corpo morto

 

Ho tanti fogli da colorare

Nulla da disegnare

 

La sostanza del noi si è sciolta nell’inconsistenza del mai

 

Resto fermo

Fissando l’orizzonte

Con gli occhi velati dal velo di Maya

 

Ti aspetto

Aspetto uno spettro

Suono l’illusione con un plettro

 

Ti urlo in faccia con le mani ad imbuto

Il nostro amore non è altro che un film muto

PREGHIERA

Michelangelo_-_Creation_of_Adam (1).jpg

Creazione di Adamo, Buonarroti, 1511 circa

Guadagnai una gustosissima ostrica in cambio di una miserrima ostia

 

Ruppi le vetrate e osservai i vostri cervelli:

Carnaio di crani crivellati di colpi

 

Io finii le monete del mio salvadanaio

Dio finì la misericordia del suo salvadannato

 

La religione?

Un allegro girotondo per festeggiare la fine del mondo

INCOMPRENSIONE

Ultima Cena, Leonardo da Vinci, 1495-1498

È la notte che mi mangia

O sono io che la sto divorando?

 

Sconfinati spazi di giusti errori e azzeccati sbagli

 

Sputo nell’ultimo piatto dell’Ultima Cena

Ultima nella mia mente e prima nella realtà

 

Io

Mortalmente incompreso

Domani prenderò in mano la forbice

E spezzerò il velo di Maya

RAPSODIA COSMICA

Mose-Frida-Kahlo.jpg

Mosè o Nucleo solare, Frida Kahlo, 1945

M’incontrasti là

Dove le musiche si fondevano e i pianeti si scontravano

Dove il sole c’illuminava con danzanti raggi

E dove le nostre lacrime si condensavano in pura essenza

 

Disagio metafisico di noi due, noi tre, noi cento, noi mille

Sensati privi di senso

Irrazionali pieni di ragione

Bramosi di non respirare

Bramosi di non vedere

Bramosi di non udire

Bramosi di trascendere l’altrove