CHARLIE

Dedicata a Charlie Gard

Il giudice giunse con passo elegante

Il giudice, il giudice con la faccia da uomo

E constatò in un singolo istante

Che la cura a nulla sarebbe servita:

La sua esistenza era già finita.

“Povero Charlie, povero figlio”

Il disperato lamento dei genitori

“È già sbiancato come un giglio…

Lasciategli almeno vedere i colori!”.

Ma a quei mostri nulla importava

Di quella breve vita stroncata agli albori

Ma a quei mostri nulla importava

Di una morte di cui tutti erano solo spettatori.

Si arrogarono il diritto di risparmiargli dolore

Negarono a Charlie qualsiasi aiuto

Si ersero a giudici senza pudore

Il piccolo Charlie sarebbe morto da muto.

“Meglio morire senza soffrire”

Gridarono al cielo con forte vigore:

Magari Charlie vi potesse sentire!

Corti, tribunali e mancanza di carità

Tutti puntarono il dito verso l’infante

Sentenziarono:

Quel piccolo morirà.

Addio Charlie Gard.

Ricordati:

Ti hanno stroncato da latitante.

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PICCOLA POESIA INUTILE 

Dedicata a Sergio Corazzini 

Non scambiatemi per sognatore, signori miei!

La mia non è altro che sete di infinità.

Se voi siete affamati di altro, prego!

Piantate pure i vostri bei bigliettoni di carta nella sterile terra di questo mondo!

Ma non venite poi a lamentarvi se non ne viene fuori un bel pomodoro rosso rosso o un portentoso e succulento melone!

Osservate il cielo, signori miei.

Osservate il mare.